CONSUMATORI


Le Associazioni dei Consumatori presenti nel Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti denunciano l’ennesimo scippo perpetrato dal ministro Tremonti ai danni dei consumatori.

Nel Maxiemendamento presentato ieri sera alla Legge di stabilità, è prevista “l’acquisizione definitiva al bilancio dello Stato delle somme versate entro il 31 ottobre 2011 e non ancora riassegnate alle pertinenti unità previsionali, relative alle sanzioni dell’Antitrust e dell’AEEG” (emend. 5.2000), e cioè oltre 24 milioni del 2010, i 70 dell’Antitrust e i 4 dell’Autorità per l’energia.

In tal modo il Governo impedisce che si realizzino i programmi di informazione e assistenza ai consumatori che vengono finanziati con i proventi delle multe Antitrust.

Da molti mesi sul tavolo di Tremonti giaceva il DM di riassegnazione degli oltre 29 milioni di multe Antitrust del 2010, a cui si aggiungono 70 milioni di euro delle multe Antitrust e 4 dell’Autorità per l’energia per il 2011, senza che il ministro procedesse ad un atto dovuto, nonostante i ripetuti solleciti del Presidente della Conferenza delle regioni, Errani, e dello stesso Ministro dello sviluppo economico, Romani.

Tremonti non è nuovo a questi scippi, in quanto varie volte negli anni non ha proceduto a questa riassegnazione dei fondi Antitrust, utilizzati per molte decine di milioni di euro per mettere le “toppe” alle situazioni più diverse.

Questi Fondi sono dei cittadini-consumatori, non fanno parte del bilancio dello Stato.

L’esproprio realizzato ancora una volta con questo emendamento è solo l’ultimo atto di una gestione fallimentare della cosiddetta “finanza creativa”, che ha condotto il Paese sull’orlo del baratro e giustamente viene sanzionata con le dimissioni obbligate del Governo e di Tremonti.

Rammentiamo al Governo che le multe Antitrust ci sono anche grazie alle denunce delle associazioni e che in questo modo si vuole impedire ai consumatori di avere associazioni in grado di competere coi grandi poteri economici che sono i maggiori responsabili della crisi.

E’ stato raggiunto un accordo fra l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) e 13 Associazioni dei Consumatori, per prorogare la data di scadenza della presentazione della domanda di sospensione delle rate dei mutui. I cittadini che hanno serie difficoltà nel pagamento della retta mensile relativa ad un mutuo, potranno beneficiare della sospensione dello stesso presentando specifica domanda entro e non oltre il 31 gennaio 2012. Si puo’ usufruire di tale vantaggio qualora e solo se gli eventi relativi alla richiesta si siano verificati entro il 31 dicembre 2011. L’ulteriore proroga, resa possibile grazie all’impegno di massima dell’Abi e grazie alle “pressioni” di numerose associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoconsum, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, unione nazionale consumatori), si è resa necessaria in virtù della congiuntura economica estremamente negativa. La ripresa, alquanto debole, inoltre, ha spinto i soggetti coinvolti nell’accordo a prorogare la data di presentazione della domanda di sospensione del mutuo per dare “sollievo” alle famiglie in difficoltà, sempre più numerose. A contestare l’accordo Abi- Consumatori è, tuttavia, la sigla Codacons che attraverso un comunicato stampa dà un giudizio negativo sui requisiti, alquanto “restrittivi” per usufruire della sospensione: “quando l’Abi lanciò l’iniziativa nel febbraio 2010 stimò che le famiglie coinvolte sarebbero state 130.000. Ma quella cifra, peraltro ben inferiore alle 530.000 famiglie che all’epoca erano in difficoltà con il pagamento delle rate, non si è mai aggiunta nonostante l’accordo sia stato più volte prorogato e questo proprio per le condizioni troppo restrittive per poter aver diritto alla sospensione”.

L’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – illustra l’attività svolta dall’assessorato, il quale, nell’ambito dell’attuazione del programma denominato “La Regione con i cittadini”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico, ha concordato con le associazioni dei consumatori iscritte nell’elenco regionale una successione d’interventi che rispondono alle linee progettuali per lo sviluppo di una politica di informazione e formazione del cittadino-consumatore.

 «L’assessorato regionale, infatti, attraverso più iniziative, intende favorire la capacità dei cittadini di acquisire, comprendere e integrare le informazioni disponibili in materia di consumerismo e di promuovere una figura di consumatore cosciente e possibilmente organizzato, in grado di compiere scelte consapevoli in relazione ai propri diritti e alle proprie responsabilità. In un anno, tra il 2010-11, sono stati raggiunti obiettivi importanti, quali ad esempio l’attivazione di un numero verde – 800274444: punto di ascolto che ha messo in funzione sul territorio una rete di servizi in grado di informare correttamente e nel contempo rendere consapevoli i consumatori nell’esercizio dei loro diritti. Il numero verde che, dopo una breve pausa dovuta alla messa a punto di alcuni aspetti squisitamente organizzativi, ha ripreso il suo regolare servizio con la partecipazione di alcune associazioni dei consumatori che rispondono alle chiamate telefoniche dalle 9 alle 13,30 dal lunedì al venerdì. Vi è poi un altro gruppo di associazioni che si occupano della formazione informazione direttamente con le scuole e cureranno altresì la realizzazione della “seconda guida” del consumatore. Un terzo raggruppamento di associazioni avvierà, invece, da ieri, le attività dello “sportello Informativo” presso l’aeroporto di Lamezia Terme che sarà operativo tutti i giorni, escluso il giovedì e i giorni festivi, dalle 9 alle 18. «È la prima volta – dichiara Caridi – che tale attività viene ideata e posta in essere dall’assessorato
 

Consumatori ostaggio delle compagnie telefoniche se vogliono cambiare operatore. Consumatori smarriti tra moduli, code e sportelli per accedere a i servizi pubblici più essenziali. Consumatori strangolati dagli interessi dei mutui o dei prestiti al consumo. Consumatori colpiti alle spalle da bollette elettriche pazze, con fatturazioni errate o incomprensibili. È il «film già visto» raccontato dal Rapporto di Pit Servizi-Cittadinanzattiva «Consumatori: servizi e diritti in stallo», che regala nel 2010 un finale a sorpresa: non solo non ci sono miglioramenti, ma la «qualità dei servizi peggiora quasi in ogni settore», si legge nel documento.

Tlc prime per disservizi
Va alle telecomunicazioni il primato per le segnalazioni dei consumatori, con il 21% dei disservizi denunciati agli sportelli dell’associazione. Seguono i servizi pubblici locali (con il 17%) e le banche (16%) a pari «merito» con l’energia. Sono molte anche le segnalazioni per la pubblica amministrazione (12%) e i trasporti (10%), meno quelle per le poste (4%) e le assicurazioni (3%).

Internet in forte peggioramento
La telefonia, fissa e mobile, ottiene più della metà delle denunce del settore tlc, ma è nei servizi legati a Internet che l’aumento è più marcato (+12% rispetto al 2009 fino al 20% del totale). I disservizi più diffusi riguardano la qualità del servizio, la copertura dell’Adsl e le pratiche commerciali scorrette. Sono in crescita anche le denunce per i servizi televisivi (+4% fino al 10%) che riguardano sia le Pay tv e sia il digitale terrestre, criticato da un cittadino su tre.

Trasporti, la grande incognita
La gestione dei rifiuti è il servizio pubblico locale più problematico con i cittadini che contestano le tariffe in aumento e la scarsa qualità. Secondo l’Istat, la tassa sullo smaltimento è aumentata del 61% tra il 2000 e il 2010, ma non è bastato a raggiungere l’obiettivo europeo del 50% di raccolta differenziata nel 2009, con il paese fermo a quota 31%. Anche il servizio idrico è «afflitto da disfunzioni croniche», si legge nel rapporto, al punto che 12 cittadini su 100 affermano di ricevere acqua non potabile e inquinata. Mentre i trasporti pubblici, terzi sul podio dei servizi locali inefficienti, tormentano i 20 milioni di passeggeri che vi si affidano con corse scarse e irregolari.

I diritti sconosciuti
I diritti dei consumatori violati più spesso sono quello alla qualità (19% dei casi, in aumento di due punti rispetto al 2009), alla trasparenza (16% contro il 14% del 2009) e alla tutela (13%, mentre era 11% l’anno precedente).

 

Rimborsi in vista per chi è stato vittima del blackout informatico che ha bloccato gli uffici postali all’inizio del mese di giugno. È ora possibile presentare domanda di risarcimento presso le Poste o presso le associazioni dei consumatori interessate.

RIMBORSIIn un incontro con le associazioni dei consumatori, Poste Italiane ha definito modalità e tempi per la presentazione delle domande di conciliazione per il rimborso a favore dei cittadini che hanno subito danni a causa dei problemi informatici. Tutti coloro che sono stati coinvolti nei disservizi postali verificatisi all’inizio di giugno e che hanno subito un danno economico documentato relativo all’impossibilità di effettuare un pagamento, di ritirare il contante o di spedire pacchi e corrispondenza, o di altri danni verificabili, possono essere risarciti secondo le modalità previste dall’accordo attraverso un processo di conciliazione gratuito gestito dalle parti, sia a livello nazionale che nelle varie Regioni.

COME FARE – Poste Italiane ha confermato ai rappresentanti dei consumatori la volontà di riconoscere un rimborso a tutti i cittadini che hanno subito un danno documentabile tra l’1 e il 10 giugno. I cittadini interessati possono richiedere il rimborso a partire dall’1 luglio e fino al 31 dicembre, consegnando le domande direttamente negli uffici postali o presso le associazioni dei consumatori. I moduli sono a disposizione negli uffici postali, presso le sedi delle associazioni e sui siti internet di Poste Italiane e delle stesse associazioni. L’elenco completo degli enti associativi che hanno preso parte all’accordo è composto da: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Arco, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

DECISIONI – Le richieste di rimborso saranno valutate caso per caso al tavolo di conciliazione, composto da un rappresentante di Poste Italiane e dal rappresentante dell’associazione scelta dal cliente.

PENSIONATI – A margine dell’accordo è stata decisa l’adozione di alcune misure capaci, in qualche modo, di rappresentare le scuse di Poste Italiane verso i pensionati over 65 che hanno subito gravi disagi a causa dei disservizi. L’azienda ha offerto l’apertura di un conto Banco Posta Plus, gratuito per un anno, o in alternativa la stipula di una polizza assicurativa contro gli infortuni infortuni della durata di 3 mesi. Entrambi i prodotti hanno un valore commerciale che varia tra i 31 e i 45 euro.

“Esprimiamo soddisfazione per le multe comminate dall’Agcom a Rai e a Mediaset in seguito agli interventi in tv del premier Silvio Berlusconi, giudicati “illegittimi” da parte dell’Authority,” afferma Antonio Gaudioso, vicesegretario e responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.

“Ma sono due gli elementi di questi vicenda che immediatamente colpiscono – prosegue il vicesegretario – in primo luogo ci si chiede: adesso dopo la multa cosa succederà? Come cioè verrà colmato il gap informativo, motivo all’origine delle sanzioni dell’Agcom che ha ‘punito’ i “recidivi” Tg1 e Tg4 con il massimo importo previsto pari a 258 mila euro e il Tg2, Tg5 e Studio Aperto che dovranno pagare 100 mila euro ciascuno, per aver violato la par condicio?”

 “Le multe – sottolinea Antonio Gaudioso – hanno certo messo in evidenza un vulnus all’interno del sistema informativo, che ora si deve porre al centro del dibattito, tracciando necessariamente una strada per scongiurare il ripetersi di un simile episodio, lavorando su norme e leggi ad hoc”. “In secondo luogo – prosegue il vicesegretario di Cittadinanzattiva – ciò che lascia basiti è la grande sproporzione tra l’importo delle multe e gli enormi interessi in gioco che l’offensiva mediatica del premier cercava di dirottare a favore dei suoi candidati alle amministrative.

 Sul piano economico ci si domanda cosa siano meno di 260 mila euro a fronte di interessi del valore di svariati miliardi in caso di vittoria di un candidato piuttosto che l’altro in città come Milano e Napoli? Si pensi, per esempio, al business dell’Expo 2015 o a quello della gestione dei rifiuti nel capoluogo campano”.
“Ma in generale ancor più ridicoli appaiono i 258 mila euro – sottolinea Gaudioso – se confrontati con lo sgomento diffuso di un Paese davanti a un’evidente lesione del diritto fondamentale ad una informazione completa e trasparente, problema che si sta ripetendo
anche nella campagna referendaria”. “Chiediamo dunque – propone il vicesegretario – che molto semplicemente si proceda a
inserire un banner nel corso delle edizioni di massimo ascolto dei tg multati che evidenzi la sanzione ricevuta in violazione della par condicio”.

In Calabria una famiglia sostiene una spesa media annua di 189€ per il servizio idrico integrato, a fronte di una spesa media nazionale pari a 270€. Dal 2008 al 2009, non si sono registrati in regione aumenti tariffari, mentre nello stesso periodo l’aumento medio su base nazionale si è attestato al 6,7%. Ciò permette alla Calabria di risultare tra le regioni in cui meno costa il costo annuo dell’acqua per uso domestico: in questa speciale classifica la regione è superata solo da Molise (141€), Valle d’Aosta (147€), Friuli (185€) e Lombardia (178€).

L’indagine svolta dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva è stata realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all’anno 2009. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa o ex nolo contatori). I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua (in linea con quanto calcolato dal Comitato di Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche), e sono comprensivi di Iva al 10%.

Nell’annuale dossier di Cittadinanzattiva, le contraddizioni del Servizio Idrico Integrato nel nostro Paese, con dati anche sulla dispersione idrica, e il punto su una riforma che in assenza di una Autorità di regolamentazione rischia di traghettare il settore da monopoli pubblici a monopoli privati.

On line su www.cittadinanzattiva.it il dossier comprensivo degli approfondimenti regionali.

 

I costi del servizio idrico integrato in Calabria

Città Acquedotto Depurazione Fognatura Quota fissa Spesa

2009

Spesa

2008

Variazione
KR € 115,0 € 66,0 € 24,0 € 9,0 € 214,0 € 214 +0,0%
CZ € 103,0 € 54,0 € 19,0 € 8,0 € 184,0 € 184 +0,0%
CS € 70,0 € 66,0 € 22,0 € 27,0 € 185,0 € 185 +0,0%
RC € 97,0 € 55,0 € 21,0 € 0,0 € 173,0 € 173 +0,0%
VV € 95,0 € 65,0 € 21,0 € 9,0 € 190,0 € 190 +0,0%
Media €96 €61 €21 €11 €189 € 189 +0,0%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2010

 

 

Confronto tra le regioni: spesa media annua e dispersione di rete (anno 2009)

Regione Totale 2009 Totale 2008 Variazione Dispersione di rete*
Abruzzo € 213 € 208 +2,4% 45%
Basilicata € 266 € 260 +2,3% 58%
Calabria € 189 € 189 +0,0% 42%
Campania € 214 € 210 +1,9% 36%
Emilia € 319 € 304 +4,9% 22%
Friuli € 185 € 172 +7,6% 35%
Lazio € 245 € 219 +11,9% 38%
Liguria € 248 € 243 +2,1% 22%
Lombardia € 178 € 175 +1,7% 17%
Marche € 312 € 290 +7,6% 21%
Molise € 141 € 141 +0,0% 65%
Piemonte € 256 € 231 +10,8% 24%
Puglia € 312 € 311 +0,3% 41%
Sardegna € 252 € 242 +4,1% 44%
Sicilia € 279 € 260 +7,3% 43%
Toscana € 369 € 330 +11,8% 33%
Trentino € 200 € 196 +2,0% 21%
Umbria € 339 € 308 +10,1% 41%
V. d’Aosta € 147 € 147 +0,0% 35%
Veneto € 231 € 220 +5,0% 30%
Italia 270 253 +6,7% 35%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2010 – *Legambiente, Ecosistema Urbano 2010

 

 

Comune Dispersione rete 2009 Dispersione rete 2007
Crotone 26% 24%
Catanzaro 40% 57%
Cosenza 67% 67%
Reggio Calabria 39% n.d
Vibo Valentia 40% n.d
Media 42% 49%

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano 2010 e 2009

 

Qualità del servizio & soddisfazione degli utenti:

Ignari e non informati in tema di livelli di potabilità e deroghe, poco avvezzi a leggere la Carta dei servizi, sufficientemente soddisfatti del servizio così come viene loro erogato e quindi dei relativi costi. Anche se poi uno su due dichiara di non bere abitudinariamente acqua del rubinetto, preferendo la minerale. Questa, in sintesi, la relazione tra gli utenti e il Servizio Idrico Integrato come emerso da un’intervista ad un campione accidentale non probabilistico di 1.260 cittadini (44% proviene dal Sud, il 32% dal Centro ed il 24% dal Nord).

In particolare, più di un italiano su due (54%) dichiara di non bere abitudinariamente acqua del rubinetto, preferendo la minerale, soprattutto a causa di cattivo sapore (42%) e scarsa fiducia nei controlli (uno su cinque non sa a chi spettano). In particolare, al Sud la diffidenza nei controlli (52%) è più che doppia rispetto al Nord (23%) e al Centro (15%), aree nelle quali, viceversa, prevale il cattivo sapore quale ostacolo principale ad un quotidiano utilizzo dell’acqua da rubinetto.

La spesa media mensile di acqua minerale è di 40€ a famiglia (48€ al Sud).

Per quanto riguarda il livello di soddisfazione complessiva nei confronti del Servizio Idrico Integrato, quasi il 60% degli intervistati si dichiara completamente soddisfatto della quantità di acqua disponibile e della continuità della fornitura, il 48% della regolarità della pressione, ma solo il 24% della qualità dell’acqua.

 

 

Pagina successiva »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.